Inserito19 settembre 2025 nelCane, Tuttidigeniuspetproject

La mia intervista nel podcast
Articolo scritto da Raffaella Gallo: raffaellagallo_petcoach
Tutti oggi hanno un cane.
Ma quanti possono dire di capirlo veramente?
Eppure, quando lo guardiamo in quegli occhi che ci sciolgono, pensiamo di coglierne i pensieri; forse però non è proprio così.
Ci rendiamo conto di non conoscerlo quando fa qualcosa che per noi non ha senso, come strusciare il proprio sedere sul tappeto in maniera buffa, oppure quando crediamo che voglia giocare con un altro cane poiché sta scodinzolando ma poi, all’improvviso, parte all’attacco.
È matto lui o forse è arrivato il momento di capirci di più? La risposta giusta è sicuramente la seconda!
No, i cani non sono matti: fanno solo parte di un’altra specie.
Per di più è una specie incredibilmente affascinante, capace di vivere in simbiosi con un’altra (cioè, la nostra…immaginate che pazienza!).
Proprio per parlare di questa simbiosi pensiamo alle domande più comuni che ci si fa quando si ha un cane.
Per esempio, il falso mito sul fatto che il cane veda in bianco e nero è, per l’appunto, falsissimo. Solo dal 1989 l’argomento ha suscitato interesse e grazie agli studi del professore Jay Neitz (Università della California) si sa che il cane riconosce bene le gradazioni di giallo, blu e viola; fa una fatica a riconoscere la differenza tra verde e rosso, come se avesse una sorta di daltonismo, che però non è come vedere in bianco e nero. La vista del cane inoltre è meno precisa di quella umana nel captare la nitidezza degli oggetti ma li rileva meglio in condizioni notturne e in movimento. Insomma, molti pensano che abbia una vista limitata invece, semplicemente, il cane ha l’occhio del lupo, ovvero del predatore notturno.
Un’altra idea sbagliata molto comune è che, quando si pensa al linguaggio del cane la prima cosa che viene in mente è l’abbaio; noi umani riusciamo a sentirlo forte e chiaro, eppure il cane comunica principalmente in maniera non verbale. L’abbaio è usato proprio in extremis.
Emette tantissimi segnali corporei e movimenti che esprimono le sue emozioni e le sue intenzioni in maniera così precisa che, quando riusciamo a percepirli non possiamo che rimanere incantati; invece, solitamente, non lo notiamo neanche.
Tra cani anche una leggera angolazione della spalla può voler dire “andiamo in questa direzione”, “ora invado il tuo spazio”, “non ti muovere”, “vengo in pace” e così via. Tra loro utilizzano principalmente il corpo come espressione del se’; il galateo canino è fatto di movimenti curvi, lenti e calmi, a volte di un po’ di assertività e solo in minima parte di abbaio o morsi.
Noi purtroppo li costringiamo ad interagire in spazi stretti, rettilinei, spesso al guinzaglio e di fretta: il contrario di ciò che farebbero loro. Nel mondo canino ideale questi sono praticamente i presupposti per una lite. Col tempo però si abituano che con noi funziona così e, se hanno una socievolezza spiccata, riescono a fare amicizia anche in queste condizioni.
Conoscere il loro modo di esprimersi, oltre che essere affascinante, ci permette di capire meglio i loro bisogni e come poterli gestire.
Infatti, una delle domande più frequenti è: “come posso insegnargli a non tirare al guinzaglio”? La mia strategia educativa è prima di tutto capire perché il cane tira, osservando come si muove e dove guarda mentre lo fa. Tira perché ha bisogno di allontanarsi da un proprietario troppo lento? Tira perché ha paura del contesto esterno? Tira perché viene portato fuori poco e ha molta energia in eccesso? Senza questa analisi non potrei consigliare gli esercizi giusti.
Lo stesso vale per un altro argomento molto richiesto nelle lezioni di educazione: “come si insegna al cane a stare da solo qualche ora?”
Il mio metodo è sempre lo stesso, osservo cosa dice il cane (per “dice” intendo il linguaggio corporeo) e trovo dei modi per soddisfare i suoi bisogni e allo stesso tempo far aumentare la sua capacità di distacco dal pet parent e di autocontrollo, cercando di dare consigli praticabili nella vita di tutti i giorni.
L’osservazione del comportamento è la chiave per una convivenza serena e per godere a pieno della compagnia di questi splendidi animali.
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